CRISIS OF CONTEMPORARY IMAGES
ENGLISH
The artistic research starts from a reflection on the cognitive crisis of the contemporary image, understood as a radical transformation of the relationship between image, truth, experience, and the construction of knowledge.
While photography served as the primary paradigm through which to examine the relationship between representation and reality throughout the twentieth century, the present is characterized by a profoundly different condition: no longer the centrality of the documentary image, but rather the proliferation of a visual ecosystem in which images of diverse natures overlap, compete, and continually redefine our perception of reality.
The contemporary image is no longer merely a record of events, but functions as a mechanism capable of shaping opinions, generating consensus, guiding memory, fueling conflicts, and constructing new forms of the collective imagination.
Journalism, propaganda, social media platforms, memes, surveillance systems, data visualizations, AI-generated synthetic images, and algorithmic content coexist within the same communicative space, making the distinction between fact and fiction, information and entertainment, and direct experience and mediated representation increasingly unstable.
In this scenario, the crisis of the image does not concern solely its reliability but also affects its epistemological function. The image ceases to be a mere tool of knowledge and assumes the role of an active agent in the construction of social and political reality. It does not merely record the world but helps define how it is interpreted, influencing the formation of collective memories, cultural identities, and geopolitical narratives.
While previous research has examined the crisis of photography as the image of the twentieth century, this study examines the crisis of the entire contemporary iconographic ecosystem, in which every image is simultaneously a document, a simulation, propaganda, an identity performance, an archive, and a narrative infrastructure.
The practice of painting thus takes the form of a research tool aimed at analyzing the new iconographies of the contemporary world. Images drawn from international conflicts, social media, digital archives, military technologies, surveillance systems, communication platforms, journalistic sources, and materials produced by online communities are collected, compared, and subjected to processes of painterly transposition.
Through operations of selection, layering, alteration, and recontextualization, painting interrupts the speed of the digital flow, restoring to the images a critical space for observation and analysis.
The work does not aim to establish the degree of truth in the images, but rather to investigate the structures through which they produce varying degrees of knowledge. The focus is on the processes by which images generate orientation, construct political imaginaries, redefine the relationships between the individual and the collective, and contribute to the formation of new iconographies of contemporary geopolitics.
Painting is a theoretical tool capable of slowing down, questioning, and recomposing the visual processes that characterize the present. From this perspective, the work takes the form of a space for reflection on the ways in which the contemporary world produces, organizes, and transmits its own images, transforming the pictorial surface into a space for analyzing the cognitive conditions of contemporary vision.
ITALIANO
La ricerca artistica si sviluppa a partire da una riflessione sulla crisi cognitiva dell'immagine contemporanea, intesa come trasformazione radicale del rapporto tra immagine, verità, esperienza e costruzione della conoscenza.
Se nel corso del Novecento la fotografia ha rappresentato il principale paradigma attraverso cui interrogare la relazione tra rappresentazione e realtà, il presente si caratterizza per una condizione profondamente diversa: non più la centralità di un'immagine documentaria, ma la proliferazione di un ecosistema visivo in cui immagini di natura eterogenea si sovrappongono, competono e ridefiniscono continuamente la percezione del reale.
L'immagine contemporanea non costituisce più soltanto una testimonianza degli eventi, ma opera come un dispositivo capace di modellare le opinioni, produrre consenso, orientare la memoria, alimentare conflitti e costruire nuove forme di immaginario collettivo.
Reportage, propaganda, piattaforme social, meme, sistemi di sorveglianza, visualizzazioni di dati, immagini sintetiche generate dall'intelligenza artificiale e contenuti algoritmici convivono all'interno di un medesimo spazio comunicativo, rendendo sempre più instabile la distinzione tra documento e finzione, informazione e spettacolo, esperienza diretta e rappresentazione mediata.
In questo scenario, la crisi dell'immagine non riguarda esclusivamente la sua attendibilità, ma investe la sua funzione epistemologica. L'immagine cessa di essere un semplice strumento di conoscenza, per assumere il ruolo di agente attivo nella costruzione della realtà sociale e politica.
Essa non si limita a registrare il mondo, ma contribuisce a definirne le modalità di interpretazione, influenzando la formazione delle memorie collettive, delle identità culturali e delle narrazioni geopolitiche.
Se le ricerche precedenti interrogavano la crisi della fotografia come immagine del Novecento, questa ricerca prende in esame la crisi dell'intero ecosistema iconografico contemporaneo, nel quale ogni immagine è simultaneamente documento, simulazione, propaganda, performance identitaria, archivio e infrastruttura narrativa.
La pratica pittorica diventa un dispositivo di ricerca volto ad analizzare le nuove iconografie della contemporaneità. Immagini provenienti da conflitti internazionali, reti sociali, archivi digitali, tecnologie militari, sistemi di sorveglianza, piattaforme di comunicazione, fonti giornalistiche e materiali prodotti dalle comunità online vengono raccolte, confrontate e sottoposte a processi di trasposizione pittorica. Attraverso operazioni di selezione, stratificazione, alterazione e ricontestualizzazione, la pittura interrompe la velocità del flusso digitale, restituendo alle immagini uno spazio critico di osservazione e di analisi.
L'opera non intende stabilire il grado di verità delle immagini, bensì indagare le strutture attraverso cui esse producono diversi gradi di conoscenza. L'interesse si concentra sui processi mediante i quali le immagini generano orientamento, costruiscono immaginari politici, ridefiniscono le relazioni tra individuo e collettività e contribuiscono alla formazione delle nuove iconografie della geopolitica contemporanea.
La pittura viene intesa ma come strumento teorico capace di rallentare, interrogare e ricomporre i processi visivi che caratterizzano il presente. In questa prospettiva, l'opera si configura come uno spazio di riflessione sulle modalità attraverso cui la contemporaneità produce, organizza e trasmette le proprie immagini, trasformando la superficie pittorica in un luogo di analisi delle condizioni cognitive della visione contemporanea.